Ernia iatale: quali sono i sintomi, i rischi e come curarla

Che cos’è l’ernia iatale?

L’ernia iatale è una condizione clinica che consiste nel passaggio di una porzione dello stomaco dall’addome al torace. Lo stomaco risale nell’addome attraverso una apertura, chiamata “iato esofageo diaframmatico”, del diaframma, ovvero il muscolo che separa la cavità toracica da quella addominale.

Così facendo, questa anomala intrusione nel torace causa un malfunzionamento dello sfintere esofageo (detto cardias) il cui scopo è quello di chiudersi, dopo la deglutizione, mantenendo il cibo all’interno dello stomaco.

In questo modo possono verificarsi bruciore di stomaco, reflusso acido e eruttazioni. Sintomi tipici del reflusso gastroesofageo, infatti spesso queste due condizioni patologiche vengono associate tra loro.

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Tipi di ernia iatale

I medici suddividono l’ernia iatale in 4 tipologie diverse, ovvero:

  1. l’ernia da scivolamento (tipo I): si verifica quando la pressione addominale supera quella del diaframma causando uno scivolamento verso l’alto di una parte dello stomaco. E’ il tipo di ernia più comune (circa il 90-95% dei casi totali) e avolte può anche essere ignorato perché non rappresenta un pericolo. E’ presente sopratutto nei soggetti obesi o in sovrappeso;
  2. l’ernia parasofagea o da rotolamento (tipo II): questo tipo di ernia è più rara ma può generare delle complicazioni anche gravi. In pratica la parte superiore dello stomaco rotola attraverso lo iato esofageo permettendo comunque i corretto funzionamento del cardias. Sebbene le posizioni di questi organi rimangono quelle naturali, l’ernia dello stomaco rischia di essere compresso tra lo iato e ‘esofago, nuocendo seriamente alla circolazione del sangue e, nei casi più gravi, può anche premere sul cuore ;
  3. l’ernia mista (tipo III): manifesta caratteristiche simili ai primi due tipi, sono molto rare ma spesso è necessario l’intervento chirurgico;
  4. l’ernia di tipo IV: l’ernia coinvolge anche altri organi, come milza e colon.

Quali sono i sintomi dell’ernia iatale?

L’ernia iatale può presentarsi anche in maniera asintomatica, tuttavia ci sono alcuni sintomi tipici che si manifestano con più frequenza e sono:

  1. bruciore di stomaco,
  2. eruttazioni,
  3. dolore toracico ( in certi casi può essere così intenso da poter essere scambiato per un infarto),
  4. reflusso acido.

Questi sono i sintomi che derivano proprio da una alterazione del funzionamento del cardias che, non chiudendosi correttamente, permette la fuoriuscita di materiale e fluidi acidi dallo stomaco che risalgono fino all’esofago.

Altri sintomi possono essere:

  • nausea,
  • vomito,
  • alito cattivo (alitosi),
  • difficoltà di deglutizione (disfagia),
  • tosse,
  • laringite,
  • disturbi respiratori,
  • asma,
  • bradicardia (battito cardiaco rallentato),
  • tachicardia (battito cardiaco accelerato),
  • anemia.

I sintomi possono essere più o meno intensi a seconda della gravità dell’ernia o nel momento in cui si esercita un pressione addominale, come quando si effettua uno sforzo fisico o quando ci si corica o ci si allaccia le scarpe, a causa della posizione della testa che favorisce la risalita di fluidi gastrici.

Quali sono le cause dell’ernia iatale?

Le cause dell’ernia iatale possono essere attribuite ad un indebolimento dello iato esofageo che può derivare da una condizione congenita, quindi dove il soggetto presenta questa debolezza dalla nascita, o da un suo uso prolungato nel tempo.

Infatti l’ernia iatale si manifesta soprattutto nella popolazione più anziana, in particolare il 25% dei soggetti con più di 50 anni ne è affetta, mentre si raggiunge quasi il 100% con i soggetti dagli 80 anni in su.

Inoltre, anche la pressione addominale influisce negativamente, incrementando la possibilità che si verifica un’ernia dello stomaco. In particolare ne soffrono in particolar modo gli individui obesi o in sovrappeso. Specialmente nelle donne, a causa della gravidanza.

In alcuni casi l’ernia iatale può essere provocata da sforzi eccessivi.

Diagnosi

Come già specificato in precedenza, l’ernia iatale può essere anche asintomatica, per cui potrebbe essere difficile riconoscerla senza ricorrere ad alcuni esami clinici. Nel caso in cui il medico credesse sia necessario indagare in maniera più approfondita può sottoporre il paziente ad:

  • Gastroscopia: attraverso l’inserimento di un sondino con telecamera integrata è possibile scrutare ed analizzare accuratamente esofago, stomaco e duodeno. Al sondino è collegato anche un sottile canale dove può scorrere una pinza per prelevare dei campioni;
  • pH-impedenziometria delle 24h: si inserisce una piccola e sottile sonda che, dal naso, arriva fino all’esofago per misurare e monitorare il livello di acidità (pH). I dati verranno registrati simultaneamente, per 24 ore, su un dispositivo apposito e visualizzati dal chirurgo;
  • Manometria: con l’utilizzo di una sonda posizionata nell’esofago si analizza il funzionamento e il tono muscolare dello sfintere esofageo.

Tuttavia il metodo più efficace è la radiografia con mezzo di contrasto del tratto superiore del tubo digerente che inoltre è utile anche per scovare una eventuale esofagite.

Cure e rimedi

Il primo approccio è quello dell’adozione di uno stile di vita e alimentare diverso e più salutare. In molti casi basta anche solo questo cambiamento, ma nel caso in cui i sintomi persistessero allora si può ricorrere al trattamento farmacologico o, in casi più rari o gravi, all’intervento chirurgico.

Dieta e stile di vita

E’ sicuramente fondamentale intraprendere una alimentazione equilibrata e sana, consumare pasti di piccole porzioni, preferibilmente 5 volte al giorno, e non coricarsi prima di 3 ore dopo aver mangiato. Bisogna fare molta attenzione al cibo che si ingerisce, in particolare è necessario evitare:

  • Cibi grassi, come fritture, salse con panna o con gran quantità di olio o burro e carini grasse;
  • caffè e thè,
  • latticini, soprattutto yogurt e formaggi grassi;
  • menta, cioccolato e dolci in generale,
  • peperoncino, pepe e altre spezie simili;
  • pomodori,
  • agrumi, mele, pere, banane, ananas;
  • bevande gassate.

Altrettanto importante è eliminare il consumo di fumo e alcol. Tutto ciò è necessario per perdere peso e per condurre una vita più salutare che è fondamentale al di là del trattamento farmacologico o dell’operazione chirurgica.

Farmaci

E’ bene ricordare che prima di assumere farmaci è necessario consultarsi con un medico. I farmaci più efficaci per combattere i sintomi persistenti dell’ernia iatale sono:

  • antiacidi: neutralizzano l’acido dello stomaco ma sono utili solo per limitare i sintomi del reflusso gastroesofageo.
  • H2 anatagonisti: diminuiscono la produzione di acido nello stomaco, rispetto agli antiacidi durano più a lungo e agiscono più rapidamente, tuttavia dopo un determinato periodo di tempo potrebbero smettere di avere effetto.
  • inibitori della pompa protonica: interrompono la produzione di acido nello stomaco ma agiscono più lentamente rispetto agli H2, però, curano più efficacemente le lesione delle pareti dell’esofago.

Intervento chirurgico

Nella maggior parte dei casi l’intervento non è necessario, poiché si tratta di ernie iatali di tipo I, ma quando si tratta con gli atri tipi spesso l’operazione chirurgica è consigliata, se non doverosa.

Le tecniche di intervento più usate sono quelle di Nissan-Rossetti e di Dor, che vengono effettuate per via laparoscopica. L’operazione consiste nel, attraverso piccole incisioni sull’addome, ricollocare lo stomaco nella sua naturale posizione, nell’addome, ricostruire lo iato esofageo e apporre una valvola che supporti il cardias, scoraggiare il reflusso gastroesofageo.

Rischi e complicanze

Sebbene nella stragrande maggioranza dei casi non si verificano particolari complicazioni pericolose associate all’ernia iatale, talvolta possono insorgere problematiche anche gravi, come:

  • Ulcere esofagee: a causa di ripetuti reflussi, i succhi gastrici possono danneggiare le pareti dell’esofago fino a creare delle ulcere, che sanguinano e provocano dolore;
  • Stenosi dell’esofago: gli acidi gastrici possono causare il restringimento dell’esofago, rendendo difficile e dolorosa la deglutizione;
  • Esofago di Barrett: nel 10-15% dei casi di malattie da reflusso gastroesofageo (MRGE), soprattutto se esistente da molto tempo, può degenerare in un cancro. Le cellule dell’epitelio della parte inferiore dell’esofago possono mutare in cellule simile a quelle dell’intestino, più resistenti all’acidità e rischiando così di diventare cellule cancrose
  • Anemia: consiste nel mancato apporto di sangue sufficiente a far funzionare correttamente gli organi del corpo. Ciò è dovuto allo strozzamento della parte superiore dello stomaco intrappolata tra esofago e iato che compromette l’afflusso del sangue.

Nel caso in cui si avverte un forte dolore toracico o all’addome, in concomitanza con altri sintomi, come nausea e rigurgito è importante richiedere la visita di un medico.

Riscontri alcuni di questi sintomi e credi di poter soffrire di ernia iatale? Contattaci immediatamente e prenota un appuntamento con un medico specializzato.

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