Norme comportamentali nel reflusso gastroesofageo
- Riduzione del peso corporeo
Il sovrappeso e l’obesità aumentano la pressione intra-addominale e favoriscono il reflusso acido, specialmente nei pazienti con ernia iatale.
- La perdita di peso è associata a riduzione significativa dei sintomi
- Le linee guida dell’American College of Gastroenterology raccomandano la riduzione ponderale nei pazienti sovrappeso con GERD
Raccomandazione pratica: anche una riduzione del 5–10% del peso corporeo può migliorare i sintomi.
- Evitare pasti abbondanti
Pasti voluminosi aumentano la distensione gastrica e favoriscono i rilasciamenti transitori del LES (TLESRs), principale meccanismo fisiopatologico del reflusso.
È consigliabile:
- Ridurre le porzioni
- Evitare abbuffate
- Preferire pasti più piccoli e distribuiti nella giornata
- Non coricarsi subito dopo i pasti
Coricarsi entro 2–3 ore dal pasto aumenta il rischio di reflusso notturno.
Le linee guida raccomandano di:
- Attendere almeno 3 ore prima di sdraiarsi
- Evitare sforzi fisici intensi a stomaco pieno
- Elevazione della testiera del letto
L’elevazione della testiera di 10–15 cm riduce l’esposizione acida notturna.
È una delle poche misure comportamentali con evidenza oggettiva su pH-metria.
Importante: non utilizzare più cuscini (aumentano la flessione addominale), ma sollevare l’intera testiera.
- Smettere di fumare
Il fumo riduce la pressione del LES e aumenta l’acidità gastrica.
Sebbene l’evidenza sia meno robusta rispetto alla perdita di peso, la cessazione del fumo è raccomandata per molteplici benefici gastroenterologici e generali.
- Evitare indumenti stretti in vita
Aumentano la pressione intra-addominale e possono peggiorare i sintomi nei pazienti con ernia iatale.
Dieta nel reflusso gastroesofageo
Le evidenze più recenti suggeriscono che non esista una “dieta universale per il reflusso”, ma che l’approccio debba essere personalizzato.
Tuttavia, alcuni alimenti sono più frequentemente associati a sintomi.
Alimenti generalmente ben tollerati
Cereali e legumi
- Pasta, riso, pane
- Fette biscottate, crackers
- Legumi (in quantità moderate)
Verdure
- Verdure cotte
- Patate lesse o al forno
Carne e pesce
- Carni magre
- Pesce alla griglia o al cartoccio
- Prosciutto magro
Latticini
- Ricotta, quark, robiola
- Latte scremato o parzialmente scremato
- Uova non fritte
Frutta
- Frutta fresca non acida
- Frutta cotta
Condimenti
- Olio extravergine di oliva a crudo (in quantità moderate)
Bevande
- Acqua naturale
- Caffè d’orzo
Alimenti frequentemente associati a peggioramento dei sintomi
L’evidenza è variabile e individuale, ma spesso i pazienti riferiscono peggioramento con:
- Cibi grassi e fritti
- Insaccati e carni grasse
- Formaggi stagionati e panna
- Pomodoro e agrumi
- Cioccolato
- Menta
- Alcol
- Bevande gassate
- Caffè
È importante sottolineare che la restrizione indiscriminata non è raccomandata: va valutata la risposta individuale.
Esempio di schema giornaliero
Colazione
- Latte scremato
- Pane o fette biscottate
- Confettura in piccola quantità
- Frutta fresca
Pranzo
- Pasta integrale con verdure
- Insalata mista
- Olio EVO a crudo
- Frutta
Cena
- Carne magra o pesce
- Verdure cotte o insalata
- Pane integrale
- Frutta
Spuntini
- Frutta fresca
- Yogurt magro
- Crackers semplici
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