La iatoplastica rappresenta il trattamento chirurgico fondamentale dell’ernia iatale.
L’obiettivo dell’intervento è ripristinare la normale anatomia della giunzione tra esofago e stomaco, riportando lo stomaco nella cavità addominale e ricostruendo lo iato diaframmatico.
L’intervento viene eseguito in laparoscopia attraverso piccole incisioni addominali.
Durante la procedura il chirurgo:
riduce l’ernia riportando lo stomaco nell’addome;
libera completamente l’esofago;
ricostruisce lo iato diaframmatico avvicinando i pilastri del diaframma;
quando necessario, rinforza la riparazione con materiali protesici biocompatibili.
La sola iatoplastica può essere sufficiente in alcuni pazienti, ma molto spesso viene associata a una procedura antireflusso per ridurre il rischio di recidiva e migliorare il controllo dei sintomi.
Gastrectomia verticale con iatoplastica
Nei pazienti con obesità, la semplice riparazione dell’ernia può non essere sufficiente.
L’eccesso di peso continua infatti a esercitare una pressione importante sul diaframma e sulla giunzione esofago-gastrica, aumentando il rischio che l’ernia si riformi nel tempo.
In questi casi, quando il paziente è candidato alla chirurgia bariatrica, può essere indicata una gastrectomia verticale (Sleeve Gastrectomy) associata alla riparazione dell’ernia iatale.
Durante lo stesso intervento vengono eseguite due procedure:
la ricostruzione dello iato diaframmatico;
la riduzione volumetrica dello stomaco.
Questo approccio consente di:
- favorire una significativa perdita di peso;
- ridurre la pressione intra-addominale;
- diminuire il rischio di progressione dell’ernia;
- migliorare il controllo del reflusso nei pazienti correttamente selezionati.
È importante sottolineare che la Sleeve Gastrectomy non è indicata per tutti i pazienti con reflusso. Se il reflusso è particolarmente severo o l’ernia è complessa, possono essere preferibili altre soluzioni chirurgiche.
Nissen Sleeve: quando è indicata
La Nissen Sleeve rappresenta una delle evoluzioni più interessanti della chirurgia bariatrica moderna.
Questa tecnica nasce dall’esigenza di trattare contemporaneamente:
- obesità;
- ernia iatale;
- reflusso gastroesofageo.
Oltre alla Sleeve Gastrectomy e alla riparazione dello iato, viene realizzata una fundoplicatio secondo Nissen, cioè una valvola antireflusso costruita utilizzando la parte dello stomaco che normalmente verrebbe asportata.
Questa “nuova valvola” rinforza il meccanismo naturale che impedisce ai succhi gastrici di risalire verso l’esofago.
I principali vantaggi
Nei pazienti selezionati, la Nissen Sleeve permette di:
trattare l’obesità;
correggere l’ernia iatale;
controllare efficacemente il reflusso;
preservare una fisiologia digestiva più naturale rispetto ad altre procedure.
La selezione del paziente è fondamentale e richiede una valutazione approfondita mediante gastroscopia, manometria esofagea e altri esami funzionali.
Toupet Sleeve: un’alternativa nei casi selezionati
Un’altra possibilità è rappresentata dalla Toupet Sleeve.
In questo caso la plastica antireflusso non avvolge completamente l’esofago come nella tecnica di Nissen, ma solo posteriormente, creando una valvola parziale.
Questa soluzione può essere preferita quando:
- la motilità dell’esofago non è perfettamente conservata;
- il chirurgo ritiene opportuno evitare una fundoplicatio completa;
- si desidera ridurre il rischio di disfagia postoperatoria.
La scelta tra Nissen Sleeve e Toupet Sleeve viene effettuata caso per caso sulla base delle caratteristiche anatomiche e funzionali del paziente.
Quando il bypass gastrico rappresenta la scelta migliore
Esistono situazioni nelle quali la Sleeve Gastrectomy, anche se associata alla riparazione dell’ernia, non rappresenta il trattamento ideale.
Questo accade soprattutto nei pazienti che presentano:
- reflusso gastroesofageo molto severo;
- esofagite importante;
- esofago di Barrett;
- ernie iatali di grandi dimensioni;
- obesità severa associata a sintomi persistenti.
In queste circostanze il bypass gastrico è spesso considerato la procedura di riferimento.
Oltre a favorire una significativa perdita di peso, il bypass modifica il percorso del cibo e dei succhi gastrici, riducendo in maniera importante il reflusso acido.
Quando necessario, durante lo stesso intervento viene anche eseguita la riparazione dell’ernia iatale.
Per molti pazienti questa rappresenta la soluzione con le migliori prospettive di controllo della malattia nel lungo periodo.
Quale intervento scegliere?
Non esiste una risposta valida per tutti.
La scelta dipende da numerosi fattori, tra cui:
- età del paziente;
- indice di massa corporea;
- gravità del reflusso;
- presenza di obesità;
- dimensioni dell’ernia;
- motilità dell’esofago;
- eventuali interventi chirurgici precedenti;
- presenza di complicanze come l’esofago di Barrett.
Per questo motivo è essenziale affidarsi a un centro specializzato, dove la valutazione viene effettuata da un’équipe multidisciplinare con esperienza nella chirurgia dell’apparato digerente e nella chirurgia bariatrica.



